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Taking Stock: "Io, te e il virus: sei gradi di ansia e separazione"

by Sean Fleming

Nel 1967 lo psicologo Stanley Milgram coniò l’espressione: sei gradi di separazione. A seguito di una serie di esperimenti che coinvolsero degli estranei, a cui venne chiesto di inviare un pacchetto a qualcuno che non conoscevano, utilizzando, per raggiungerlo, solo la propria rete di contatti, arrivò alla conclusione che ogni essere umano è diviso da chiunque altro sul pianeta da un massimo di altri sei uomini o donne. Milgram sospettava che tutti fossimo connessi tramite una serie di piccoli network sovrapposti. Aveva ragione: dopotutto viviamo in un piccolo mondo.

Milgram è anche il tizio che condusse un esperimento nel quale una persona era incoraggiata a somministrare scosse elettriche ad uno sconosciuto - ma questa è tutt’altra faccenda e non ho ancora capito come farla quadrare con la mia rubrica sulle consegne e l’e-commerce.

Connettiti

Al concetto di “connessione” ho pensato molto negli ultimi quattro anni, grazie a una cosa che sta succedendo in Gran Bretagna e della quale ormai non riesco più a parlare. Vi basti sapere che inizia con una “B” e finisce con una “T”.

Mi vengono in mente molte aziende con cui ho parlato e mantengono inventario in diverse parti d’Europa per sostenere le loro operazioni logistiche. Spedire parti, prodotti e acquisti da un centro di distribuzione a un cliente che risiede in un’altra nazione è diventata la norma. Esistono complesse supply chain per tutto: dai fagioli verdi al cobalto, dall’olio di palma a quello motore, dai fiori agli smartphone. È il mondo in cui viviamo, piccolo o no.

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A causa di una cosa chiamata COVID-19 queste connessioni globali oggi non sono viste più solo come una benedizione della modernità. Secondo il Presidente della Camera di Commercio Europea in Cina, Jörg Wuttke: parti di quella nazione, oggi, assomigliano all’Europa Medioevale. Immagino che intenda: economicamente comatosa, sospettosa degli stranieri e piena di malattie. Sono già state ordinate le chiusure di diverse fabbriche, tra cui alcune legate ad Apple e General Motors.

La città di Wuhan è in quarantena, chi viaggia in aereo viene controllato in cerca di sintomi, chi sembra malato viene prelevato a forza e portato in un centro di quarantena. Provate ad immaginare cosa succederebbe in Europa se le autorità decidessero di rastrellare chi mostra sintomi compatibili …

Un piccolo mondo, un grande effetto domino

Così il mondo diventa sempre più piccolo ma le sfide che dobbiamo affrontare, in brutti momenti come questo, diventano sempre più grandi. Se Apple smette di produrre per qualche settimana si verificherà inevitabilmente un effetto domino che andrà ad impattare sul fatturato, sull’inventario, sui distributori ed i venditori al dettaglio, correndo lungo tutta la supply chain.

Non si tratta ovviamente solo di Apple. Né del suo fornitore cinese Foxconn. Hanno già sospeso le operazioni anche Airbus, Volkswagen, Toyota, Honda e Hyundai. Nike, Disney, Hugo Boss e IKEA hanno interrotto i rapporti commerciali con parti della Cina.

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Tra pochi giorni si sarebbe dovuto tenere il più grande evento annuale sulla portabilità: il Mobile World Congress di Barcellona. A causa del virus una lunga lista di aziende aveva già dato forfait (Tech Crunch ha pubblicato tutti i dettagli), prima della sua effettiva cancellazione, tra queste:

  • Amazon
  • Amdocs
  • Cisco
  • Ericsson
  • Facebook
  • Intel
  • LG
  • Sony

Effetto domino: qualcuno tossisce in un mercato di Wuhan ed i mercati manifatturieri, tecnologici e del Retail di tutto il mondo si fermano.

Non ho risposte o suggerimenti su come un mondo così fortemente dipendente dalle connessioni commerciali internazionali debba affrontare un'epidemia globale. Se hai letto fino a qui e hai delle idee, mi piacerebbe ascoltarle. Questa non sarà l'ultima volta che ci troviamo di fronte a una situazione come questa e più idee abbiamo, più è probabile che ce la caveremo.

Nel frattempo cerca di non farti prendere dal panico. Copriti la bocca e il naso quando tossisci e starnutisci. E lavati le mani.

#Taking Stock

    
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