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Ritorno al passato per le consegne del futuro

by Milkman

Da qualche giorno, a Milano, gli iscritti ad Amazon Prime possono ricevere i loro acquisti in giornata. Per poco meno di 40 euro all’anno ricevono un valore complessivo di servizi valutato da Business Insider attorno ai 750 dollari. Amazon mangia Amazon, con Prime Now ora spogliato dell’esclusiva sul same-day e pronto ad essere “relegato” a servizio di nicchia. Tolti tutti coloro che agognavano alla consegna “oggi”, resteranno gli angosciati della ricezione in due ore: chi per imperativa necessità, chi per shopping compulsivo e frenesia di possesso immediato.

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Amazon, nel frattempo, perde sulla logistica miliardi di dollari ma poco gliene importa. Sostenuta dagli investitori e da altre ramificazioni del business, le preme condizionare la pubblica opinione, insegnando una bugia: che le consegne sono gratis anche se ultra-veloci. Con questo mette la concorrenza all’angolo, facendola partecipare ad una corsa persa già in partenza.

Una cosa che neanche Amazon può evitare, però, è quella di non trovare il cliente in casa al momento della consegna. Non finché sceglierà la velocità sulla precisione (molto più difficile da rispettare e più costosa).

In compenso il corriere DPD, nella sua accezione Olandese, s’è appena inventato una soluzione: consegnare i pacchi senza chiedere la firma e … in cassetta postale. Il servizio si chiama ParcelLetter e, se pensate che sia le re-invenzione delle tradizionali consegne di lettere e colli, esattamente come avvengono già da un paio di secoli, avete ragione.

È ironico pensare che se gli attuali trend legati alle consegne a domicilio dovessero rivelarsi sostenibili (a livello infrastrutturale ed economico) nel giro di qualche anno potremmo ambire a un servizio all’altezza di quello che a Londra veniva offerto nel 1889.

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Centoventinove anni fa, nella metropoli più grande del mondo, la posta veniva consegnata dodici volte al giorno, sei giorni alla settimana, col primo giro alle 7.30 e l’ultimo alle 19.30. Pensare che una missiva o un pacchetto ci mettessero più di due ore a raggiungere il destinatario era fonte di irritazione.

Questo ritorno al passato s’intravede anche nella tendenza dei grandi online-shop ad aprire negozi fisici, a partire dall'apparente paradosso delle librerie Amazon. Ma come? Proprio loro che prima hanno spostato il commercio di libri in rete e poi li hanno digitalizzati? Ebbene sì, ormai è chiaro che in futuro il fisico e l’online non potranno prescindere l’uno dall'altro e, insieme a macchine volanti e droni indaffarati, riavremo lo struscio sulle via del centro, l’infaticabile postino in bici e le cassette per le lettere (solo in versione locker, per il pick e il drop dei pacchi in transito). Vista la quantità di oggetti reperibili online l’unico che non riuscirà a rivivere è il leggendario Postalmarket, con buona pace dei tanti adolescenti che “studiavano” le pagine di intimo femminile.

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