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Taking Stock: "Distruggere i disruptors"

by Sean Fleming

Quando ero ragazzo l’unica cosa che potevi guadagnare facendo il “distruttore” (N.d.T.: Disruptor) in classe era un’espulsione. 15 anni fa è diventato l’aggettivo trendy con cui descrivere la tua azienda tecnologica. Poi si è trasformato nell'etichetta che gli investitori cercavano per le startup. In poco tempo il termine ha raggiunto uno stato di ubiquità quasi Zen. Oggi tutti vogliono essere disruptors.

Il New York Times, uno degli ultimi grandi giornali di lingua inglese, ha recentemente pubblicato una storia su una rissa legale nella città di New York, che vede protagonista Airbnb, il grande distruttore del settore alberghiero. Secondo le news, un gruppo di ragazzi dotati di “spirito imprenditoriale” ha guadagnato milioni affittando case, in violazione delle norme locali in materia di alloggi.

Le autorità newyorchesi non vogliono che le persone gestiscano imprese commerciali attraverso Airbnb perché in città c'è carenza di alloggi a prezzi accessibili. Ma individuata un'opportunità, un uomo ha fatto un po' di soldi affittando un appartamento, poi ha iniziato a cercare altri appartamenti per fare più soldi. Alla fine ha fatto un sacco di soldi.

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È una storia interessante per diversi motivi, non ultimo il fatto che un “disgregatore” di successo si trovi ora bersaglio di comportamenti dirompenti. Non posso fare a meno di chiedermi come reagirebbe Uber se alcuni dei suoi piloti trovassero un modo per fare soldi extra sfruttandone la piattaforma. Non penso che lo prenderebbe molto bene.

Dunque, prendiamoci un minuto per goderci la schadenfreude (N.d.T.: Gioia) di vedere dei disruptors che agitano il regolamento in faccia a chi si rifiuta di giocare secondo le regole. Come disse il saggio: "è divertente solo quando succede agli altri".

Cosa c'entra tutto questo con la vendita al dettaglio, con l'e-commerce, con le consegne? Tutto e niente. La vendita al dettaglio ha la sua quota di “disruptions” negli ultimi 20 anni. Ci sono innovazioni recenti come l'eDOR, di cui ho scritto a gennaio. I robot di consegna che continueranno a rotolare, a rotolare, a rotolare finché non incontreranno delle scale. E i supermercati go-go-gadget di Amazon senza code, a parte quelle per entrare. Questa è solo la punta dell'iceberg.

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La “disruption” non è qualcosa che accade in un’ambiente controllato e finito. Non è come comprare una nuova piattaforma tecnologica. Non è una cosa che fai e poi dici "ce l'abbiamo fatta!”. È un'onda. Un'ondata di cambiamenti, sfide e opportunità. E poiché ogni azienda è in viaggio (le start-up “disruptive” di ieri vogliono disperatamente diventare i marchi consolidati di domani), il terremoto si ripercuote in modi diversi in diversi punti del percorso di crescita. Non bisogna farsi trovare lenti e vittime dell’auto-compiacimento, come le vecchie aziende finite nel mirino del “distruttori”. Tutti sono ossessionati da Amazon, spesso inutilmente. Ma quando si tratta di sconvolgere la propria attività, Amazon è esattamente colui da cui dovremmo imparare.

Prima ha devastato il settore del commercio al dettaglio vendendo libri online. Molte vecchie librerie sono, di conseguenza, crollate. Diventato il più grande venditore di libri al mondo, Amazon, al posto di fermarsi ha rovesciato il suo core business, gettandosi a capofitto nel digitale col lancio del Kindle.

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Dopo tutto, la tecnologia esisteva già e il Kindle non è stato il primo e-reader; Sony è arrivata almeno un anno prima di Amazon. Ma con un'infrastruttura di vendita al dettaglio tutta sua e un'analisi dettagliata del comportamento d'acquisto dei clienti, Amazon ha fatto piazza pulita. Non possiamo biasimarla per non aver voluto starsene seduta abbastanza a lungo da diventare non solo un bersaglio, ma un'anatra zoppa e grassa.

Quindi, se siete intenti a farvi i complimenti perché avete “distrutto” qualche settore dell'economia, non mettetevi comodi. La “disruption” è bella quando sei tu a beneficiarne. Non tanto quando la subisci … tutti vogliono essere i “disruptors”, ma nessuno vuole essere distrutto.

#startups, #Taking Stock, #uber

    
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