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Taking Stock: "Cambia il vento per Amazon"

by Sean Fleming

Le cose vanno benissimo a casa Amazon. Per anni ha avuto il controllo assoluto di ogni aspetto della sua immagine, lanciando un incantesimo irresistibile sull'immaginazione dei media. Le consegne via drone in aree densamente popolate, ad esempio, era state subito “abbattute” dagli esperti e derise da chiunque conservasse un minimo di buonsenso. Eppure, qualche anno fa, era impossibile non imbattersi in qualche articolo intento a raccontarci un futuro di robot volanti.

Si trattava, in gran parte, di fantasie. Amazon aveva parlato e la stampa s’era bevuta la storia. Un facile copia e incolla. Certamente più facile che fare domande. Girò anche la notizia dei magazzini volanti, che avrebbero fatto da porta-droni sopra le città. Che sciocchezza!

Ci sono anche storie meno ridicole. Come quella su Amazon pronta a comprare abbastanza aerei da entrare in concorrenza diretta con UPS, FedEx e DHL. Anche in questo caso diverse testate giornalistiche si sono premurate di riferire senza verificarne la fattibilità.

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È possibile, però, che il vento abbia cambiato direzione e smesso di soffiare nelle vele di Amazon. La gente è pronta a puntare i piedi e criticare il gigante.

Lo scorso febbraio Amazon è stato costretto a cestinare i piani per aprire un nuovo quartier generale e campus a Long Island, New York. Una decisione che ha fatto scalpore, facendogli fare la figura di un bambino capriccioso.

A quanto pare, per l’affare Long Island, erano stati messi sul tavolo tre miliardi di dollari di incentivi. Ciò ha provocato l’antipatia di chi crede che una delle corporazioni più potenti del mondo non debba ricevere denaro pubblico. Ci sono state anche accuse contro la ben nota inflessibilità con cui Amazon calpesta i diritti di alcuni dei suoi lavoratori. Accuse che hanno spinto i politici locali, tra cui Alexandria Ocasio-Cortez, a schierarsi contro l’accordo.

Oggi la seconda location scelta da Amazon per il suo HQ2, in Virginia, sta attirando lo stesso genere di critiche. Se vi dirigete a sud, partendo da New York, per 370 chilometri, arrivate ad Arlington. Lì troverete il Pentagono e il più grande cimitero militare degli USA. Gli incentivi per Amazon, in questo caso, sarebbero di poco meno di un miliardo di dollari, raccolti a tranche da diverse entità governative.

HQ2


Il problema, vedete, non sono solo i soldi pubblici regalati a un privato ma tutta una serie di implicazioni legate al fatto di avere un simile “vicino di casa”. Quando una corporazione vi atterra sullo zerbino di casa, creando un consistente numero di posti di lavoro extra, non è detto che la comunità locale abbia da guadagnarci.

Il primo effetto è un’improvvisa carenza di abitazioni. Quando la domanda supera l’offerta i prezzi salgono. Questo significa che gli abitanti non possono più muoversi verso le parti “alte” della catena immobiliare. Gli affitti degli immobili commerciali salgono, portando alla chiusura dei negozi.

E poi c’è il divorzio: Mr. E Mrs. Bezos si stanno separando ed è possibile che MacKenzie riceva metà delle azioni del marito. Che cambiamenti ci sono all'orizzonte? È poco elegante mettere in ballo le faccende personali degli altri ma sarebbe incosciente convincersi che tutto ciò non abbia effetto su Jeff e sulla sua leadership.

Per Amazon questo non è l’inizio della fine. Potrebbe, però, essere la fine dell’inizio. Le cose sono andate anche troppo bene dal 1994 ad oggi. Ma tutte le cose belle, prima o poi, devono finire. Apple oggi si è rialzata ma, proprio mentre Amazon muoveva i primi passi, sembrava dovesse collassare. Oggi Amazon è abbastanza forte da sopravvivere a qualsiasi turbolenza. Questo non significa che debba continuare a prosperare a tutti i costi.

Gli anni alle porte saranno senza dubbio molto interessanti.

#Amazon, #Taking Stock

    
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