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Taking Stock: "Apocalisse del Retail: non tutto il male viene per nuocere"

by Sean Fleming

Di recente, ho letto un articolo nel quale veniva formulata la seguente domanda: l'apocalisse del Retail è finita?

Mi chiedo, caro lettore: ti sembra che l'apocalisse della vendita al dettaglio sia finita? Dopotutto nel Regno Unito il settore ha perso circa 60.000 posti di lavoro nel 2019 e negli Stati Uniti sono stati chiusi oltre 9.000 negozi.

Cosa possiamo fare per cambiare le cose? Forse niente. E forse va bene così. Perché è possibile che questo problema, questa cosiddetta apocalisse, sia inevitabile. Forse ci sono troppi rivenditori che inseguono gli stessi clienti, offrendo gli stessi prodotti agli stessi prezzi. Forse stiamo assistendo a un necessario riadattamento del settore, a un riequilibrio del rapporto negozio-cliente. Il valore delle vendite al dettaglio nel Regno Unito continua ad aumentare, mentre chiusure di negozi e crolli dei Brand sono diventati comuni.

Il Retail non sta morendo: sta cambiando la pelle.


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Annual sales value of all retailing in Great Britain from 2005 to 2018 (Statista)



Qui nel Regno Unito, dove vivo, negli anni '80 e '90 ci fu un'ondata di aperture di centri commerciali suburbani. Arrivava in coda al crollo dell'industria manifatturiera - un crollo che aveva portato alla messa in vendita di grandi appezzamenti di terra, disoccupazione e stagnazione economica.

C'era molta energia positiva dietro la decisione di creare questi siti ai margini di città come Birmingham, Manchester e Sheffield. Ma vennero anche posate le fondamenta per un futuro problema. Gli acquirenti che visitavano i nuovi centri commerciali erano le stesse persone che facevano la spesa nei centri urbani; non si trattava di “nuovi” clienti. I soldi spesi fuori città erano soldi che non venivano più spesi sulla High Street.

Oggi tutto ciò sembra così ovvio che viene da chiedersi come sia stato possibile non accorgersi del problema che andava incubando, ovvero che costruire troppi negozi alla fine avrebbe portato a un collasso del settore.

All’epoca nessuno avrebbe potuto prevedere l’avvento dell'e-commerce. La marea crescente delle vendite online ha paralizzato molti Retailer negozio-centrici. Molti di loro stavano già sostenendo troppi punti vendita. Quando lo shopping online ha fatto rallentare ulteriormente il passo, molti si sono trovati in situazioni insostenibili.

Ma questa non è l'unica cosa che è cambiata nel panorama della vendita al dettaglio: anche il comportamento e gli atteggiamenti degli stessi acquirenti sono in continua evoluzione.

Impatto ambientale

La moda è una parte importante del Retail e non molto tempo fa la fast fashion era sulla bocca di tutti. Si è però verificato un cambiamento nell'etica di molti shopper. Poiché un numero sempre maggiore di noi si interessa sempre più al modo in cui le nostre azioni influiscono sull'ambiente, l'industria della moda ha attirato critiche per il suo consumo di risorse naturali, come l'acqua.

Lo sapevi che ci vogliono circa 3000 litri di acqua per produrre una singola maglietta di cotone? A tre litri d’acqua al giorno ti occorrerebbero quasi 10 anni per berne la quantità necessaria per produrre un paio di jeans.

Un vero e proprio mare d’acqua è utilizzato per la produzione del tessuto e degli articoli. Aggiungete a ciò le emissioni relative alla produzione e alla distribuzione e le sostanze nocive coinvolte (pesticidi sulle colture, più coloranti e trattamenti vari) e il panorama assume tinte fosche.

Aspettate: diventa anche peggio.

L'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) ritiene che tra il 1996 e il 2012 gli abitanti UE abbiano aumentato del 40% il numero di capi acquistati, inoltre un terzo degli abiti che possediamo in Europa sembra che non siano stati indossati per almeno un anno.

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Green is the new black (Sustain Your Style)



L'organizzazione benefica britannica WRAP (che sta per Waste & Resources Action Program) pensa che al momento, negli armadi del Regno Unito, potrebbero esserci vestiti inutilizzati per un valore di $39 miliardi.

Non sorprende pertanto che un numero sempre crescente di persone voglia continuare a indossare gli stessi abiti più a lungo, né che il mercato degli abiti usati stia decollando.

Verdi raggi di Speranza

Comunque tu scelga di guardare alla situazione, ci sono semplicemente troppi negozi intenti ad inseguire un numero insufficiente di clienti. Nel frattempo l'e-commerce ha causato una crisi esistenziale ai rivenditori fisici e gli acquirenti stanno iniziando a preoccuparsi che il consumo eccessivo stia danneggiando il pianeta.

Tutto ciò sembra la ricetta perfetta per un'apocalisse del Retail. Ci vuole un gran coraggio per aprire un negozio in un simile momentaccio. Ma è esattamente ciò che fanno molte, moltissime persone; l'anno scorso, negli Stati Uniti, ne sono stati aperti oltre 4.000.

Sono migliaia e migliaia le persone nel mondo in questo momento che stanno sognando e progettando di aprire un negozio tutto loro. La vendita al dettaglio, lungi dall'affrontare l'annientamento, sta solo attraversando un periodo di trasformazione.

#eCommerce, #retail, #Taking Stock

    
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