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Il Retail last-minute e in movimento prende piede con la complicità del last-mile

by Milkman

L’Apocalisse del Retail, dopotutto, sembra che non ci sarà. È in corso un movimento tettonico, con al centro il nuovo continente eCommerce, ma questo non si tradurrà necessariamente nell’estinzione dei negozi fisici. Una cosa è certa: la gente ha sempre più fretta ed il tempo che può dedicare allo shopping, alla spesa, a cucinare, è limitato. Le persone comprano in movimento, dal loro smartphone, o navigano per informarsi e poi corrono al negozio per completare l’acquisto, preferibilmente senza perdere tempo alla cassa o nello spogliatoio.

Non è improbabile immaginare un futuro nel quale lo shopping online si farà solo al cellulare e principalmente durante gli spostamenti verso e dal luogo di lavoro, essendo questi tra i pochi momenti di tempo libero che si hanno al di fuori dell’ufficio e degli impegni familiari. Molte attività commerciali hanno già iniziato a spostare la loro attenzione sul Retail “veloce” ed “in movimento”. Ad esempio, alcune Startup hanno iniziato a vendere oggettistica e beni di prima necessità a bordo dei mezzi della “sharing economy”: Cargo ha raccolto 1,75 milioni di dollari per trasformare i veicoli di Uber in negozi su ruote, vendendo snacks, caricabatterie per smartphone, aspirine, etc.. Lyft ha firmato una partnership con Taco Bell, offrendo la possibilità per chi viaggia sui suoi mezzi di fermarsi a comprare una cena volante, senza sovrapprezzo sul cambiamento di rotta. Anche i fornitori di servizi si sono accorti del trend: Doddle offre spedizioni e ritiro di pacchi dalle stazioni ferroviarie frequentate dai pendolari inglesi. Chronobee usa i pendolari stessi come corrieri. La fashion brand Uniqlo ha installato un distributore automatico di t-shirt all’aeroporto di Oakland, California.

Le automobili self-driving, se e quando diventeranno la norma, dando la possibilità di muoversi a mani libere, diventeranno il luogo dedicato allo shopping online, da smartphone o da piattaforma integrata all’auto. Idealmente consegne a domicilio, pickup e shopping in negozio si divideranno il mercato in segmenti omogenei.

Oggi, però, le consegne a domicilio dominano nettamente sulle altre opzioni offerte dall’eCommerce e sono già aperte a diverse forme di last-minute shopping. Come scrivemmo qui, quasi due anni fa: “La nuova figura non è un semplice driver, ma un driver-venditore, in grado di dare consigli allo Shopper e chiudere così il cerchio dell’esperienza online-offline. L’analisi predittiva già permette ai negozi di comprendere i gusti dei clienti abituali, tanto da permettere ad Amazon di depositare un brevetto di Spedizioni anticipatorie nel 2014. In pratica sanno ciò che desideri prima ancora che tu lo sappia. (...) Avrebbe senso, allora, affidare al driver alcuni beni non così casuali da proporre insieme alla consegna. Ovviamente, per svolgere anche questo ruolo, c’è bisogno di tempo da dedicare a ogni singolo ricevente ed anche questo oggi è possibile, i fornitori di opzioni di consegna premium, tramite la logistica smart, possono controllare i tempi di servizio”. Enjoy, ad esempio, offre consegne gratuite di elettronica con driver che sono anche esperti di uso e setup dei device.

Una visione utopica del futuro? Meno negozi ma in grado di offrire un’esperienza in-store eccezionale; un network eCommerce senza limiti ma anche poco intrusivo, capace di riempire le spaccature senza provocarle. Una realtà logistica al servizio del cliente, al punto da ottenere l’invisibilità, senza frizioni.

Una visione distopica? Il paesaggio punteggiato da centri commerciali chiusi e negozi vuoti, miliardi di essere umani introversi, impegnati in un’orgia perpetua di shopping online, un’apocalisse delle consegne nella quale le infrastrutture non reggono il carico e vanno in tilt.

Noi stiamo lavorando attivamente perché si realizzi la prima visione, costruendo un servizio di consegne che dia libertà totale di decidere allo Shopper. E voi?

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#Future of Last Mile, #Our Vision

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