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Morire di logistica

by Milkman

Non si dovrebbe morire di logistica, eppure è accaduto. Il tragico incidente di Piacenza (di questo si tratta per la Procura, e per gli agenti di polizia che si trovavano sul luogo) offre lo spunto per riflettere circa le pressioni che il mondo della logistica si trova a vivere e che, ricordiamolo, non devono vedere incolpati gli spedizionieri, spesso impossibilitati a verificare la qualità, i processi ed i contratti secondo cui i loro partner trasportistici gestiscono le operazioni.

Una pressione nata dalla crescita esponenziale dei volumi dell’e-commerce e dagli sforzi che gli operatori devono affrontare per soddisfarla. Milioni di pacchi, diretti a milioni di case, con un costo logistico che, se processati con i rigidi schemi della vecchia logistica, è altissimo, così alto da costringere chi desideri restare in gioco ad abbassare i propri costi, anche agendo dove non dovrebbe essere possibile agire.

Questi tagli possono rischiare talvolta di tradursi  in gravi disagi per coloro che vivono alla base della filiera, ovvero chi fisicamente movimenta i pacchi lungo il percorso del first e del last-mile.

Di camionisti costretti a lavorare oltre i limiti consentiti, magazzini abitati 24 ore al giorno da operai costretti a ignorare i ritmi circadiani e cronometrati durante le pause alla toilette, abbiamo già letto quasi tutti.

Poi ci sono i contratti a consegna con penali se non si rispetta un minimo, lo spettro del crowdsourcing e innumerevoli casi che vedono ignorati i minimi sindacali: tutto in nome della velocità e della pressione sui costi.

La rivoluzione del last-mile, di cui tanto s’è scritto in questi mesi, non deve passare dal concetto della riduzione delle tariffe per gli autisti o moltiplicandone le ore di lavoro. “Soluzioni” che appartengono ad un’era pre-digitale.

L’innovazione del last-mile può e deve partire proprio dal rispetto dell’etica del lavoro: da un abbassamento della pressione percorribile producendo efficienza attraverso l’intelligenza del digitale e l’integrazione del processo di vendita con le operazioni di fulfilment. Creare valore senza ridurre paghe e diritti non solo è possibile: si tratta di un sentiero che viene costantemente suggerito da innovazioni tecnologiche che si susseguono sempre migliori e sempre più velocemente.

L’ottimizzazione delle rotte, attraverso algoritmi in grado di calcolare con precisione inumana i costi più convenienti per il compimento di una consegna; le nuove opzioni di consegna, in grado di offrire ai destinatari una libertà di scelta capace, potenzialmente, di ridurre a zero le possibilità di mancare una consegna: queste sono solo alcune delle novità a cui dobbiamo affidarci per ristabilire l’equilibrio di un settore che, negli anni a venire, sarà sempre più sotto le luci dell’opinione pubblica.

 

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