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Magazzini e Negozi: la guerra per la prossimità è iniziata

by Milkman

Si vende di più online, si vende meno nei negozi, chi compra desidera ricevere i propri acquisti sempre più velocemente. Alla luce di questi tre fattori: qual è il futuro delle nostre città?

Siamo cresciuti in spazi urbani settorializzati per servire un Retail che, oggi, dimostra di star sviluppando necessità diverse da quella percepite come tradizionali. In centro i negozi dei grandi marchi popolari e del lusso; nei quartieri residenziali i piccoli negozi indipendenti; nella prima fascia suburbana i centri commerciali; nella seconda, vicino alle grandi arterie di comunicazione, i centri logistici che smistano le merci dirette verso la città.

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Il sopravvento dell’online, spostando il focus dal B2b al B2c, vuole però magazzini sempre più vicini all’utente finale, per accorciare i tempi di consegna. Una fame di spazio che continuerà ad aumentare, almeno nell’immediato futuro. Da una parte i giganti dell’e-commerce che vogliono aprire negozi in posizione centrale, per stabilire quel contatto fisico che finora è mancato e che molto pesa sulla fidelizzazione del cliente. Dall’altra i Brand che avevano affittato grandi spazi centrali e si trovano nella necessità di ridimensionare le metrature e puntare sull’experience. Chi si è trovato nel mezzo, i negozi di quartiere, rischia non solo di chiudere ma di essere convertito a spazio di stoccaggio di prossimità.

Certo: i negozi stessi possono (e a volte già lo fanno) dedicare metratura allo stoccaggio, in un’ottica ship-from-store. L’idea, però, resta più attraente sulla carta che nella realtà: i commessi non sono magazzinieri, tenere conto dello stock davanti e dietro le quinte è oneroso, il metro quadro costa troppo perché il magazzino sia efficiente. Meglio pensare a un progressivo incremento dei pick-up-in store, più ecosostenibile e aperto a diverse declinazioni di upselling. Magari con lockers interni, così che cliente possa entrare ed uscire senza dover affrontare code.

Gli spazi scarseggiano e, da tutto il mondo, iniziano ad arrivare le idee più eterogenee: riqualificare parcheggi sotterranei abbandonati, rilanciare la posta pneumatica in chiave parcel, occupare e scavare in ogni dove.

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Amazon, a casa sua, Seattle, ha aperto il primo magazzino centrale multi-piano: tre livelli, tutti accessibili dagli autoarticolati e dai furgoni. D'altronde se non si può allargarsi in orizzontale l’unica è farlo in verticale.

Siamo davanti a un inurbamento commerciale in netta contro-tendenza all'esodo suburbano degli anni ’50-’60. Tutti vogliono una fetta di questa prossimità: IKEA apre piccole showroom, cosa un tempo impensabile; Amazon negozi targati Prime; in Italia anche le grandi catene di supermercati sono in cerca di personalità aggiunta e prossimità: pensiamo a Pam City e La Esse. Il Retail e la logistica, insomma, ritrovano una granularità quasi preistorica ma lo fanno in chiave Corporate. A vederla così sembra che tutto debba cambiare per restare come prima. La differenza, però, è epocale: perché se un tempo gli unicorni del commercio vivevano in qualche modo separati dal tessuto urbano e dal nostro intimo quotidiano, oggi vorrebbero permeare, senza soluzione di continuità, ogni centimetro della vita.

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Una lottizzazione mirata a fornire massima libertà di scelta (cosa comprare, come arredare, cosa mangiare) e minima libertà di non scegliere. A fermare il processo interverranno, come già in passato, pericolose “bolle”, già pronte ad esplodere: si studiano tecnologie per eliminare i cassieri (Amazon Go), che solo negli Usa sono 3.4 milioni, illudendo la forza lavoro che i robot si accolleranno i lavori ripetitivi. Ma ci sono 3.4 milioni di lavori meno ripetitivi a disposizione? Uber ha 4 milioni di drivers e perde miliardi all'anno, col rischio concreto di fallire da un momento all'altro, lasciando “per strada” un esercito.

Il classico ricorso storico che vuole il “grande” commercio più decentralizzato potrebbe, però, non essere più accettabile, essendoci tutti abituati a compiere il minimo sforzo per il massimo risultato in termini di soddisfazione. D'altronde essere viziati è bello ma comporta qualche rischio.

#eCommerce, #retail, #warehousing

    
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