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Il World Economic Forum sul futuro del last-mile: cosa ci aspetta?

by Milkman

Avete presente il traffico mattutino? Quello in grado di trasformare il cittadino più mite in un pirata della strada assetato di sangue? Parte intorno alle sette e mezza, con schiere di genitori sulla rotta scuola-lavoro, segue una breve flessione, per poi ripartire all'ora dei corrieri: flotte di furgoni che invadono la città parcheggiando sui marciapiedi, in seconda o terza fila, le quattro frecce perennemente lampeggianti.

Ora immaginate di aumentare il numero delle consegne del 78%. Troppe? Forse un numero ancora accettabili per una piccola città italiana, inaccettabili a Milano o Roma, catastrofiche per New York o Londra, dove il traffico è al collasso.

Questo, secondo la ricerca Future of the Last Mile Ecosystem, pubblicata dal World Economic Forum, è il futuro che ci attende nel 2030. E non è tutto: il percorso medio casa-lavoro, che in occidente oggi aggira attorno ai 53 minuti, passerà a 64, il 23% dei quali da imputare alle consegne e-commerce. Le emissioni saliranno del 30%.

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Numeri da brivido che, per fortuna, vanno incontro ad un settore già attivatosi per diminuire, il più in fretta possibile, i gas prodotti dai propri mezzi. Non c’è corriere che non abbia un piano per diventare full-electric. Non c’è città che non stia pianificando blocchi sempre più stringenti per i veicoli inquinanti.

Secondo il WEF i benefici portati dall’e-commerce sono pochi: i viaggi risparmiati grazie ai consumatori che decidono di cliccare al posto di uscire per andare in negozio perdono 1 a 3 rispetto a quelli che i loro click portano in strada.

Ma quali sono i prodotti più cliccati? E come evolve il loro gradimento a cavallo tra negozio fisico ed e-commerce? Grocery e Health sono gli unici settori ancora saldamente “fisici”, anche se il secondo si muove a grandi passi verso il web. Mobili, beauty, pet supplies e baby care restano leggermente sbilanciati verso il negozio, pur procedendo a velocità vertiginosa verso l’online. I piccoli elettrodomestici, gioielli e calzature hanno fatto il salto tra il 2018 e il 2019 e ora sono in pieno territorio e-commerce. Lì si trovano in buona compagnia, assieme a elettronica, giocattoli e abbigliamento.

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24 sono gli interventi prioritari da operare sul last-mile, catalogati in tre categorie: in uso, implementabili nei prossimi 1-3 anni, implementabili tra 4+ anni. Tra quelli in uso i veicoli elettrici ed i lockers sono i più promettenti, anche se i dubbi che circondano la scalabilità dei secondi restano, almeno finché non si converrà sulla necessità di avere locker multi-carrier. Non c’è traccia, a breve termine, di robot e droni: non saranno loro a salvare tempo e polmoni dei poveri pendolari, almeno non prima di qualche anno.

Micro hub cittadini, parcheggi e corsie dedicati ai corrieri, consegne notturne ed elettricità sono la via segnalata dal forum come più “realistica” nell’attuazione rapida, capace di risparmiare fino al 35% delle emissioni (previste per il 2030, non odierne) e fino al 25% della congestione stradale (idem). Aggiungiamo, da parte nostra, che una puntuale pianificazione delle rotte ed un alto tasso di consegne realizzate al primo tentativo (tramite appuntamento su fascia oraria, tracking avanzato e comunicazione costante col cliente), potrebbero pesare positivamente su questo conto, già, ahi-noi, molto salato.

#last-mile

    
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