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Doorman chiude e Parcel acquisita da Walmart: strategie a confronto

by Milkman

Le startup vanno e vengono, vittime delle proprie ambizioni, delle incertezze del venture capital e delle sabbie mobili dell’economia moderna.

Quando si parla di consegne a domicilio la posta si alza ulteriormente: l’eCommerce è in piena esplosione e tutti vogliono poter consegnare economicamente e velocemente. I costi logistici, però, sono alti. Così alti da essere considerati la vera chiave di volta per rendere l’intero scenario eCommerce veramente redditizio.

Lo scorso 6 ottobre Doorman, che offriva consegne su finestre orarie, con un minimo di un’ora, sia per gli Shopper che per i negozi, ha cessato di esistere. Grazie a un finanziamento di 3,5 milioni di dollari la startup era riuscita ad espandersi dalla nativa San Francisco a Chicago e New York. Un eccesso di entusiasmo da parte dei suoi utenti si è rivelato fatale: gli abbonamenti all-inclusive di 19 dollari mensili, con cui era partita, erano stati aumentati a 29 dollari e poi addirittura a 79. Anche con quella cifra Doorman continuava a perdere denaro su ogni consegna.

Come scritto da Techcrunch la startup ha inviato una lettera ai suoi clienti facendogli sapere che avrebbe chiuso e che stava per “unirsi a un team più grande”. In assenza di ulteriori particolari è difficile capire cosa intendano.

Una delle sue primi concorrenti: Parcel, con sede a New York, pochi giorni fa è stata comprata da Walmart con l’intento di essere usata per le consegna same-day nella Grande Mela. Con 1,98 milioni di fondi raccolti Parcel è stata venduta per una cifra sconosciuta ma “inferiore ai 10 milioni”.

Doorman aveva affrontato un serio pericolo decidendo di restare sempre fortemente orientata a servire lo shopper con “abbonamenti personali”. Anche il fatto che si affidasse a driver ingaggiati col sistema della gig-economy ha pesato: l’aumento dei volumi e la diminuzione dei soldi in cassa hanno portato un calo nella qualità del servizio (facilmente riscontrabile dalla pioggia di recensioni negative caduta su Internet), deludendo gli utenti della prima ora mentre una nuova generazione di clienti, che volevano sempre di più pagando sempre meno, prendeva il controllo.

Sull’altra costa degli USA Parcel ha capito quasi subito che era impossibile sopravvivere scommettendo tutto sui servizi per l’utente finale. Era partita come Doorman, accettando di ricevere i pacchi degli utenti e poi consegnandoli a casa su appuntamento. Il modello però è cambiato presto, tramite un’inversione che l’ha portata a servire principalmente Retailer fisici e Online Shop. Abbiamo scritto ripetutamente che è necessario essere in grado di lavorare su più fronti contemporaneamente per prosperare all’interno di un settore che non necessariamente diventa redditizio con l’aumento dei volumi (può costare di più, come Doorman ha tristemente constatato).

Un’altra saggi decisione presa da Parcel è stata quella di assumere i suoi driver, resistendo alla facile tentazione della gig-economy. Ciò si è tradotto in un servizio sempre e comunque di alto livello qualitativo.

All’arrivo di Walmart la barca più cauta ha trovato un porto sicuro mentre quella più audace s’è persa nella tempesta.

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