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Tempi bui in arrivo per le startup delle consegne istantanee

by Milkman

Le consegne on-demand e le startup costruite attorno ad esse hanno i giorni contati. Questo troviamo scritto in una nuova ricerca firmata da McKinsey&Co: Urban Delivery Report. Non proprio tutte: le consegne di cibo caldo sembrerebbero essere sostenibili, almeno da un piccolo gruppo di aziende già semi-monopoliste del settore. 

Quali sono le ragioni dietro a una previsione così pessimistica? Per farla breve: non diventeranno mai redditizie. Si appoggiano al venture capital per finanziare operazioni i cui margini sono troppo stretti e tali restano anche quando la densità delle consegne raggiunge livelli accettabili.   

"Nonostante queste startup abbiano trovato il favore dei consumatori la loro fortuna dipende dalla fiducia che gli investitori dovrebbero avere in un circolo virtuoso. Il mercato delle consegne urbane è facilitato dalla densità ma solo a partire da una dimensione impossibile da ottenere senza enormi investimenti": leggiamo nel documento. 

Per chi non si occupa di food: "è necessario trovare nuovi terreni di caccia. Mercati come il grocery o il retail però non offrono la medesima combinazioni di margini alti e urgenza offerti dal cibo. Con costi di consegna variabili tra i 7 ed i 10 dollari a collo la redditività resterà un sogno, a meno che non si re-inventino e sfuggano alle limitazioni del modello corrente". 

La direzione giusta sembrerebbe essere quella della mixed-demand, le cui virtù enunciammo più di un anno fa. "Cambiare dalle consegne point-to point a un consolidamento più efficiente nei costi (e con questo dall'instant-delivery al same-day), adottando modelli più tradizionali riguardo a magazzini e contratti di lavoro. Per la maggior parte delle nuove aziende, però, un cambiamento di questa grandezza rischia di eccedere i limiti operativi e di budget". 

Non solo cattive notizie: "sul versante retail i negozi fisici stanno recuperando terreno. Solo loro possono vantare la densità necessaria per supportare un omni-channel in same-day e consegne dalla "città come magazzino". Sul versante logistico i corrieri tradizionali, non le startup, si aggiudicheranno l'80% del mercato same-day. Solo loro possiedono le capacità richieste dai retailer, ovvero l'esperienza pregressa in operazioni consolidate su network e in rapporti con clienti della grande distribuzione". 

Il same-day, per McKinsey, è il futuro e rimane fermamente nelle mani di aziende strutturate più tradizionalmente. "Se si vuole operare sulle consegne non consolidate è necessario sopperire con altre fonti di reddito. Lo scenario attuale ci dice che il consumatore medio è pronto a pagare una media di 3 dollari a consegna. Di conseguenza le startup, per ottenere margini positivi, devono far pagare più di una parte in causa". 

Per citare un anonimo dirigente dell'eCommerce di una multinazionale di cosmetici: "Ai consumatori importano: gratuità, flessibilità, velocità, in quest'ordine. Siamo convinti che offerte come il ritiro senza scendere dall'auto o consegne in strettissime finestre orarie possano trovare un giusto equilibrio. Di richieste per la consegna immediata di un rossetto, d'altra parte, se ne vedono poche": 

 


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