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Può una mixed-demand salvare le consegne on-demand?

by Milkman

Le recenti notizie riguardanti la startup americana Postmates e le sue difficoltà nel raccogliere un nuovo round di finanziamento, nonché il netto ritardo rispetto alle previsioni di profittabilità, sollevano serie preoccupazioni riguardo alla sostenibilità delle consegne puramente on-demand.

Nel frattempo l’Italia ha raggiunto il gruppo di nazioni nelle quali i drivers della “gig” economy, o “sharing” economy, si sono mobilitati, scioperando per avere compensi migliori e contratti da dipendenti. Questa volta, a scendere in piazza, sono stati i ciclisti di Foodora. Vanno ad unirsi ai colleghi inglesi di Deliveroo e a quelli americani di Amazon Flex, Uber e Lyft.

La rabbia dei collaboratori di Foodora si è tradotta in un’ondata di ostilità che ha colpito la pagina Facebook dell’azienda, sommersa di critiche. Non solo si tratta del primo sciopero di dipendenti di una Startup in Italia, potrebbe anche essere il primo sciopero “social” della storia. La vicenda è soggetto di un’interpellanza parlamentare.

 

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La pratica di abbassare le proprie spese operative pagando meno i collaboratori (“impiegato” è parola bandita in certi circoli) non dovrebbe nemmeno essere presa in considerazione. È chiaro anche che l’aumento del volume delle consegne non si traduca necessariamente in un abbassamento dei lori costi, soprattutto se si lavora nel settore delle consegne di cibo, essendo esso soggetto a picchi (pranzo e cena), seguiti da lunghe ore di inattività.

È arrivato il momento di ammettere che l’efficienza possa essere incompatibile col livello di reattività richiesto dagli scenari di puro on-demand. Scenari che possono funzionare solo se i clienti finali sono preparati a pagare di più, per quello che è effettivamente un servizio “di lusso”.

Noi di Milkman abbiamo sempre sposato il concetto di same-day con quello di cutoff, usando il tempo prima del cutoff per incentivare l’uso delle risorse non sature. Questo lo si realizza mostrando al cliente il risparmio di cui gioverebbe programmando le sue consegne all’interno di finestre temporali ancora non sature. Gli utenti non beneficeranno mai di questo genere di efficienza se non sono messi al corrente della sua esistenza!

L’integrazione dei processi di vendita e di logistica, secondo la nostra filosofia, diventa essenziale: gli shopper devono sapere, già durante il checkout dall’eCommerce, quanto una consegna gli costerà per un dato giorno e per un dato orario. Opzioni più convenienti saranno legate a finestre temporali non sature.

3D Knob - Maximize EfficiencyQuesta teoria della “mixed-demand” (in questo video girato alla Home Delivery Atlanta per Supply Chain Brain entro più nel dettaglio) accorda il livello di saturazione delle flotte la cui rotta è pianificata riservando, al contempo, dello spazio dedicato a quegli ordini da evadere sul momento, diventati organici del settore (come se si trattasse di picchi all’interno di una catena di montaggio efficiente e costante). Questi veicoli devono aspettare fino all’ultimo secondo possibile, prima di uscire per il giro delle consegne, possibilmente con un carico soddisfacente.

Si tratta di una pratica sostenibile, sia da un punto di vista finanziario che ecologico, in grado di ottimizzare in egual misura l’esperienza dello shopper, del retailer e del fornitore logistico.

 

#Our Vision, #delivery, #Same-Day

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