Milkman Consegne a Domicilio
ARCHIVIO NEWSLETTER IT EN

Amazon prepare una app per mettere in contatto camionisti e spedizionieri

by Milkman

Amazon prepara l’ennesima offensiva nella strategia di controllo dell’aspetto logistico del suo settore eCommerce.

Come ben sappiamo l’azienda ha già iniziato a flettere i muscoli sul last-mile, sperimentando la sharing economy tramite Amazon Flex, un servizio di consegne a domicilio che si avvale di drivers freelance, attivo solo in alcune città americane e britanniche. Sullo stesso fronte procedono i test con i droni, reduci dalla prima consegna “ufficiale”, avvenuta nelle campagne di Cambridge poche settimane fa.

Per quanto riguarda le tratte di lunga percorrenza Amazon si è già premurata di espandere aggressivamente la flotta proprietaria di camion, alla quale si sono aggiunti diversi aerei cargo e una licenza per il trasporto marittimo registrata in Cina.

RBC Capital Markets prevede che il volume di pacchi targati Amazon nel giro di tre anni sorpasserà quello normalmente mosso da FedEx, nel giro di sette anni sarà al livello di UPS.

cattura

Le ultime notizie, riportate dal “UK Business Insider”, ci dicono che il colosso sta: “costruendo una app che associerà i camionisti con i fornitori di logistica. (...) La app, il cui lancio è previsto per l’estate 2017, è concepita per rendere più facile per i camionisti trovare qualcuno che necessiti di muovere dei beni, esattamente nello stesso modo in cui Uber associa i suoi driver a chi deve spostarsi. Oltre a rendere superflua la funzione dei broker di terza parte, la app offrirà un listino costi aggiornato in tempo reale, pianificazione delle rotte e altre funzionalità personalizzabili”.

La mossa è abbastanza sorprendente. Jeff Bezos ha infatti già investito in una startup che si occupa esattamente della stessa cosa: Convoy (con la partecipazione del co-fondatore di Uber, Garret Camp e Uber sta anche lui lavorando a una Uber-per-camionisti). Significa che se ricevi fondi da Bezos sei nei guai? Difficile da dire ma, sicuramente, lo staff di Convoy in questi giorni non deve aver dormito bene. Forse Convoy era solo un test? Il proverbiale dito immerso nell’acqua per saggiarne la temperatura?

Se amazon e Uber dovessero decidere di entrare entrambi nel settore del first-mile tramite sharing economy sarà difficile, per tutti gli altri, sopravvivere. Soprattutto se pensiamo che il settore si sta già rivelando spinoso (Cargomatic, lo scorso settembre, sembrava diretta al fallimento).

cvzldjcuyamjvqb

Eppure mettere in crowdsourcing lo spazio su camion che altrimenti si muoverebbero col vano di carico mezzo vuoto potrebbe veramente rappresentare l’anello mancante di quella catena tripartita che Amazon sta lentamente costruendo: una flotta proprietaria per il first-mile, la app per il middle-mile e un mix di veicoli proprietari, droni e sharing economy per il last-mile. Naturalmente, per completare l’operazione, ci vorranno diversi anni.

Come fa notare “Forbes”: “I costi di consegna rappresentano una porzione significativa delle spese di Amazon (...). Per poter mantenere le sue promesse di consegne veloci a basso costo l’azienda è alla costante ricerca di modi innovativi per migliorare il suo network. Amazon ha bisogno di volumi enormi per guadagnare peso operativo dai suoi investimenti in logistica. Un business collegato che connetta i camionisti con gli spedizionieri potrebbe generare le entrate necessarie per giustificare gli investimenti fatti nel settore. Amazon potrebbe prendere due piccioni con una fava: affinare la sua competenza logistica e generare una nuova fonte di fatturato”.

 

#Future of Last Mile, #logistics, #Amazon

COMMENTI