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Amazon Lockers e Hub by Amazon: sarà invasione?

by Milkman

Lo scorso maggio, nel post dal titolo: “Italia: non è un paese per lockers?”, scrivevamo: “I lockers sono costosi, hanno bisogno di manutenzione, non possono essere lasciati alla mercé degli elementi, non accolgono colli ingombranti o di formati irregolari, sono brandizzati (DHL, Amazon, etc.) e non accettano pacchi di altri marchi/corrieri. Inoltre il loro modello vive un'interessante contraddizione: richiederebbe una notevole densità sul territorio ma la stessa rischierebbe di granularizzare troppo il traffico dei singoli lockers.”

Tutte problematiche che si frappongono tra un’ampia adozione di questa opzione di consegna e la volontà dei grandi player di investire su di essa, sapendo quanto sarebbero lunghi i tempi per (forse) rientrare dall’investimento.

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Un discorso valido per tutti ma, a quanto pare, non per Amazon. Come diceva Dino Rocos, Operations Director di John Lewis, all’ultima Metapack Delivery Conference: “Chi può competere contro un pure player che non ha nessun interesse a ricavare profitti?”. La risposta è semplice: nessuno.

Ecco perché Amazon, i cui lockers gialli già si possono (raramente) incontrare fuori da alcuni supermercati italiani e dentro alcuni atenei, ha deciso di scommettere forte su questa soluzione. In barba a Poste Italiane, che al momento conta 350 unità sul territorio nazionale e vorrebbe averne 2500 nel giro di cinque anni, Amazon ha appena siglato un accordo con l’autorità dei trasporti francese per il piazzamento di 1000 lockers in 980 stazioni ferroviarie d’oltralpe.

Non è tutto, il piano di Bezos, già annunciato, di spargere 850.000 punti di consegna automatizzati in altrettanti condomini americani (tramite accordi con le maggiori holding immobiliari) ha dato vita a un nuovo modello di locker: l’Amazon Hub, che accetta non solo pacchi da Amazon ma anche da tutti gli altri corrieri. In pratica Bezos, conscio di possedere già il 40% dell’eCommerce occidentale, pur di alleggerire i costi feroci delle consegne last-mile, è pronto a regalare spazi e stazioni anche alla concorrenza.

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Vista l’espansione di Amazon Logistics il mondo intero si interroga da un paio d’anni se il marketplace voglia diventare a tutti gli effetti un corriere di livello mondiale, in grado di competere con i suoi attuali fornitori (USPS e UPS). Impossibile, a detti di molti: troppo costoso, ci vorrebbero decenni. Non, però, per riempire le nostre città di lockers, che fanno comodo ai negozi perché aumentano il passaggio e gola ai condomini, che avrebbero un “portiere” virtuale.

Certo, l’Italia, con i suoi piccoli condomini, i vestiboli angusti e i milioni di piccoli proprietari, resta un territorio arduo da conquistare con progetti massificati. Ma se la spesa ammontasse a zero (a parte l’elettricità) ed il beneficio fosse evidente, Amazon, dotato com’è di fondi infiniti e infinita pazienza, potrebbe farcela a convincere anche gli italiani.


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#Amazon

     
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