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Amazon – Consegnare, ma a che prezzo?

by Cathy Roberson

Avanti tutta per Amazon, le cui vendite nette crescono di due cifre per l’ennesimo quarto di fila. Una fortuna dovuta, soprattutto, al segmento Amazon Web Services, che ha segnato un incremento del 50% raggiungendo i $6.1 miliardi. Indubbiamente, come ha fatto notare Shaleen Devgun, Chief Information Officer della Schneider National Inc. in un articolo apparso sul Wall Street Journal: “Le aziende di trasporto e logistica devono trasformarsi in aziende di tecnologia”.

Basta rovesciare la frase ed eccoci davanti ad Amazon: un’azienda di tecnologia che si è trasformata in un’azienda di trasporto e logistica. Dai centri di fulfillment alle App di tracking, dal management del trasporto tra Hub, fino alla porta dei Consumatori: il tutto con AWS dietro le quinte.

Ogni medaglia, però, ha un rovescio: Amazon ha scoperto che trasformarsi in un modello nuovo ed unico di azienda logistica costa molto caro. A costare sono, in particolare, le consegne a domicilio, ovvero “l’ultimo miglio”. Durante il secondo quarto, conclusosi il 30 giugno, i costi di consegna, che includono quelli di smistamento e trasporto, sono saliti del 34.4%, toccando i $12.1 miliardi. Dal quartier generale fanno sapere: “Cerchiamo di mitigare i costi di spedizione ampliando i volumi di vendite, ottimizzando il nostro fulfillment network, negoziando contratti migliori con i fornitori e raggiungendo un’efficienza migliore. Crediamo che offrire prezzi bassi ai nostri Clienti sia fondamentale per il futuro dell’azienda. Le offerte sulle spedizioni sono una delle nostre più importanti strategie di convenienza”.

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Tra queste offerte c’è Prime, il servizio in abbonamento che include consegne gratuite in 2 giorni e, in alcuni casi, il giorno stesso. Secondo uno studio condotto da The Diffusion Group il 79% dei membri Prime dice che sono proprio le consegne gratuite e veloci la ragione per cui si sono abbonati. La Consumer Intelligence Research Partners, LLC stima che Prime stia crescendo del 12% all’anno, con 95 milioni di iscritti negli USA. C’è stato un rallentamento, visto che tra il 2016 e il 2017 si era visto un incremento del 35%. È probabile che in madrepatria Prime stia per raggiungere il punto di saturazione. Ciò ha portato un rinnovato interesse nei confronti dei mercati esteri. Sempre nell’ultimo quarto il same-day di Prime si è espanso in nuove location italiane e spagnole ed in Australia. Amazon Business è arrivato in Italia e Spagna e ora serve otto nazioni, incluse America, Gran Bretagna, Giappone, India e Francia. Secondo il suo comunicato stampa ora Business spedisce in 70 nazioni di tutto il mondo.

Dominare l’eCommerce americano, per Amazon, è relativamente facile. Quello internazionale rappresenta tutt’altra sfida. Nel secondo quarto le vendite nette sono salite del 27.2% toccando i $14.6 miliardi ma le spese sono cresciute del 40.2%, raggiungendo i $4.6 miliardi per una perdita netta di $494 milioni. Un dato comunque “positivo” visto che nel secondo Q del 2017 erano andati persi $724 milioni. Quello che Amazon sta scoprendo è che il resto del mondo è diverso dagli USA. Infrastrutture, sindacati e competizione fanno sì che Amazon debba rivedere la sua logistica, adattandola alle nuove realtà. Ogni nazione è unica, sia che Amazon si affidi a terze parti o che cerchi di fare da sola.

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Le consegne continueranno ad essere una sfida nella seconda metà del 2018. Il terzo Q è partito con le vendite record del quarto Prime Day, con 100 milioni di articoli venduti. Piccoli e medi business che usano la piattaforma hanno superato il milione e mezzo di articoli venduti.

Per affrontare I picchi natalizi Amazon potenzierà il servizio Flex, le sue licenze cross-border, ottimizzerà i servizi di terra e d’aria e spingerà per l’adozione dell’iniziativa Amazon Delivery Partner, che permette ai piccoli imprenditori (per ora solo negli USA) di avviare startup dedicate alla consegna dei pacchi Amazon. I nuovi corrieri avranno accesso alle tecnologie di consegna ed ai volumi e riceveranno sconti su mezzi e assicurazioni. Un milione di dollari è stato messo a disposizione di veterani che vogliano cimentarsi col nuovo business. L’iniziativa peserà sui conti di Amazon ma potrebbe creare un network non dissimile da quello di giganti come FedEx, per non parlare del valore dai dati raccolti.

Non sorprende quindi che le previsioni per il terzo Q siano incoraggianti, con le vendite nette previste in crescita tra il 23% e il 31% al confronto dello stesso periodo 2017. I guadagni operativi sono attesi tra i $1.4 miliardi e $2.4, contro $347 milioni del Q3 2017. Naturalmente l’azienda continuerà ad espandere I suoi servizi in tutto il mondo, pagandoli molto cari.

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#Cathy Robertson, #Amazon

     
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